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Condivisioni di studentesse e studenti

Sorellanza

Alcune volte si associa il termine “Sorellanza” a quello di amicizia, allo stare insieme e

passare dei momenti piacevoli, a volte a sostenersi e condividere confidenze e tempo.

Ma la Sorellanza è un concetto che va ben oltre questi aspetti, perché deve essere ricercata in quel qualcosa di antico e profondo, nella nostra storia personale di donne ma anche in quella collettiva, sociale, etica e politica di tutte le donne.


Qualcosa che si sente nelle origini ancestrali e profonde che ci fa riconoscere di essere

parte del Tutto e, si diciamolo pure, che ci connette a Colei che ci ri-porta alla memoria

della nostra Vera Natura prima che strutture e sovrastrutture piramidali prendessero il

sopravvento.


La Sorellanza nella Spiritualità della Dea


La Spiritualità della Dea ci porta naturalmente a comprenderne il significato, portando

sempre più donne nel cerchio della Sorellanza.

Sin dalle epoche più antiche, alla letteratura tantrica vedica e fino ad arrivare al mondo pre-ellenico, il corpo della Donna è sacro e viene descritto come matrice di conoscenza.

La Donna era colei che, incarnando la Dea, deteneva il potere naturale, (sakti), mentre

l’uomo aveva bisogno di assumerlo da lei, bevendo direttamente l’emissione fluida.

La sapienza aveva quindi una qualità” fisiologica” di nutrimento fisico e spirituale allo

stesso tempo.


E non c’è forse similitudine con quanto avveniva in altre civiltà, in particolare nell’antica
Grecia, quando il passaggio della conoscenza tra la Donna e l’uomo avveniva attraverso il
culto della prostituzione/sessualità sacra delle nostre antenate Sacerdotesse di Afrodite che consentivano l’accesso al Sacro femminile?

Indubbiamente questa consapevolezza di sacralità del femminino e dei poteri che ne

conseguono, rende più facile la comprensione del concetto tanto complesso e delicato

come quello della Sorellanza.


Dea è Donna


La Sorellanza, che è legata anche all’empatia ed alla consapevolezza del proprio corpo,
della propria sessualità e della complessità delle fasi cicliche che ogni Donna attraversa,
non solo mensilmente, ma anche nel corso della vita. E anche se questo fa parte della
nostra natura, purtroppo siamo state abituate a reprimere e quasi a vergognarci delle nostre fasi, fino ad arrivare al paradosso del grande tabù della menopausa.

Tutto questo ci ha portato ad allontanarci dalla nostra Natura di Dee, da noi stesse e dalle nostre Sorelle, dimenticandoci della nostra Grande Potenza, auto sabotandoci dei nostri poteri e doni.

Ecco perché la Sorellanza implica, in primis, un lavoro profondo su sé stesse per ripulirci dal fango che per secoli non ci ha permesso di splendere e di capire chi siamo.


Sorellanza e Connessione con la Dea


Ed infatti, come potremmo comprenderne il significato se prima non affrontiamo le nostre
insicurezze e le nostre ferite nel lungo viaggio di guarigione verso la scoperta di noi stesse?
Certo, è molto più semplice parlare di Sorellanza con Donne-Sorelle che abbiano già
intrapreso il cammino, anche se non sempre è facile mantenere il sentiero.

Come le antiche vestali che custodivano la sacra fiamma, così noi custodiamo ed

alimentiamo la nostra “scintilla della Sorellanza” come simbolo della coscienza di noi

stesse, del nostro percorso, dei nostri poteri, della nostra spiritualità e della realtà che ci

circonda.


Ecco che la connessione con la Dea ci porta alla consapevolezza della nostra natura ed all’accettazione delle nostre peculiarità, che ci rendono uniche nelle nostre differenze, ma allo stesso tempo uguali.


Connessione che ci riporta alla Sua Unicità che tutto comprende e che è incarnata dai

nostri corpi e nelle nostre molteplici sfaccettature affinché ognuna possa fare da specchio

all’altra per mostrare a sé stesse le proprie ferite ma anche le proprie bellezze ed i propri

talenti senza timore.


Kepoi di Afrodite del Tempio della Grande Dea - Valeria Gradizzi Photographer

Guarire dalle Ferite affidandoci alla Sorellanza


Ed ogni volta che i nostri occhi si volgono oltre barriere del patriarcato, inizia il cammino verso quell’Unione Antica che ci riporta a noi stesse e alla solidarietà con le nostre Sorelle.


La solidarietà, il sostegno e la luce che diamo a noi stesse è ciò diamo alle altre.

Un percorso infinito, circolare, di espansione e di conoscenza, che ognuna di noi può fare

su sé stessa attraverso il riflesso nell’altra.

Quindi, piuttosto che criticare o “farci la guerra”, rivolgendo lo sguardo all’esterno, ci

guardiamo dentro per comprendere da dove provengono quelle sensazioni che ci inducono

al giudizio e alla critica nei confronti di chi ci sta offrendo lo specchio della nostra vita.

Senza vergognarci di mostrare le nostre nudità dopo esserci spogliate dei nostri abiti stretti, quegli abiti indossati per compiacere gli altri, per nasconderci, per evitare il giudizio altrui.

Ci affidiamo, ci sosteniamo, ci riconosciamo.


Annabel Du Boulay e Laura Ghianda, Roma Goddess Conference 2019

Lettera per te, Sorella


Sorella antica, Figlia della Luna, tante vite ci hanno portato qui e tante ancora ce ne

saranno, affinché i misteri che ci uniscono siano svelati al nostro cuore.

Abbiamo attraversato mari e cieli e poi ci siamo dimenticate di tutto questo.

Quante vite passeranno prima che gli occhi di ognuna di Noi si riflettano di nuovo l’una

nell’altra, sempre più consapevoli, profondi e splendenti, come due specchi che arrivano al

cuore.


Ed io ora Ti vedo davanti a me e mi riconosco nel dolore e nella gioia delle nostre vite,

negli amori vissuti e non vissuti, nelle sottomissioni e nelle violenze subite, che ci hanno

fatto dimenticare della nostra capacità di Splendere portandoci al giudizio e alla critica

verso noi stesse.


Ci siamo sabotate e sminuite, fino a trovarci l’una contro l’altra, vittime inconsapevoli…

Questo patto di Sorellanza non si scioglie.


Lo ricorderemo quando saremo figlie delle nostre figlie, madri delle nostre madri, quando ritorneremo nelle stesse acque sacre dove si genera la vita, che continua con i suoi cicli, con le sue lune.


Vedo i tuoi doni splendere e ti offro la mia luce perché entrambe possiamo illuminare le

stelle e le altre Sorelle che già brillano nella nostra cerchia.


Ci prendiamo per la mano, davanti al nostro fuoco della infinita Sorellanza che brucia i

vecchi schemi, la vecchia pelle, onorando il cammino che verrà e quello che è stato.

Io ti VEDO e provo compassione e gioia perché mi specchio in Te, perché io sono Te e Tu sei me.


E in questo flusso di amore che mi ha portato qui, mi amo, mi accetto e mi ri-conosco in Te:


Donna, Sorella, Madre, Figlia del mare e delle stelle.


“Mi dispiace, ti chiedo perdono, ti ringrazio, ti amo ….”



Inna

Sacerdotessa di Afrodite del Tempio della Grande Dea



Lascia il tuo commento sotto all'articolo per le Sorelle a cui vorresti dire

“Mi dispiace, ti chiedo perdono, ti ringrazio, ti amo ….”


Grazie Inna, per questa condivisione così autentica e toccante!

Grazie a Valeria Gradizzi per aver catturato con le sue fotografie lo spirito autentico che ha permeato il nostro Kepoi di Afrodite e che esprime così bene il nostro concetto di Sorellanza.

Clicca sul link per conoscere la formazione per diventare Sacerdote-ssa del Mare Sacerdote-ssa di Afrodite e dell'Amore Sacro©️
2021-07-04 07:06